sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

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sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  D. il Gio Nov 13, 2008 12:43 am

Salve a tutti sono Davide, abito a Vigna Murata.Qualche studente di Tor Vergata mi conosce.Io non sono iscritto all'università e non ho ben approfondito nello specifico il decreto in questione. Volevo però riflettere sulla protesta e sul senso che essa non può che assumere, essendo composta dalla massa.
Inizio facendo i miei elogi a chi si è impegnato per mantenere questa protesta incolore, e facendo un applauso a chi protestando studia e non sgarra.Spero di risultare chiaro.Non ho rancore per nessuno e non faccio questo per partito preso; d'altronde non ne troverei alcun giovamento.Se può interessare, la mia posizione politica è super politica, che non vuol dire a-politica.Per chi interessa...scrivevo.Inoltre cossiga ha dato qualche spiegazione utile; ecco, alla luce di parole del genere vi prego di seguirmi dall'inizio.


Si dice spesso che siamo in una democrazia.Elemento base della democrazia è che tutti possano venir rappresentati poiché essa è il governo del popolo.Alché , nella costituzione, si rimane perplessi poiché i fascisti non hanno diritto di esistenza politica.Se un giorno il 51% degli italiani seguisse un ideale fascista non potrebbe trovare corrispondente rappresentanza e dovrebbe votare dagli sciacalli comunisti ai pagnottari inetti del centro ed ai burini cor soldo della destra( ora ho usato attributi del genere solo per far presente la mia supepoliticità, anche se, alla fine, lo penso anche un po' eh eh .Molto stereotipati e stiracchiati comunque) odierni.
Allora cos'é questa democrazia? Mi spiace, ma non c'è risposta che tenga a quetsa che è un'sclusione ,ben motivabile ci mancherebbe ,ma in contrasto totale con un principio che si pretende esistente in Italia.
Contiuamo.In democrazia il popolo governa.Ora ciò dovrebbe risultare ovvio, ma è un'impossibilità.Come insegna Aristotele, non si può essere sotto lo stesso rapporto in Potenza ed in Atto, cioé non si può essere allo stesso momento sia governanti che governati, questi due elementi esistenti solo perché correlativi l'uno dell'altro.Si capirà quindi che l'artificio del voto è una pura elucubrazione volta all'adulazione del popolo.Mi si risponderà "indirettamente", che significa appunto che non si governa.
Ora che la democrazia non esiste come governo iniziamo a vedere se il procedimento in uso per decidere, il procedimento democratico della maggioranza ha qualche valore. Nella vita di tutti i giorni ben vediamo , da subito, che su 10 amici 2 possono aver ragione e 8 no, ed a prevalere saranno indiscutibilmente quegli otto.Risulta già abbastanza stupido, ma ragioniamo concretamente.Quando andiamo ad "eleggere" i nostri politicanti ci vanno genericamente persone che non hanno mai avuto a che fare con lo stato.Già questo pone in discredito la scelta di chi va a scegliere il proprio futuro e quello degli altri , poiché non ha mezzi su cui elaborare la propria scelta, non avendo sperimentato niente, non conoscendo le dinamiche interessate.Inoltre se si "eleggono" dei governanti ci si auspica che verrà scelto il più adatto per quel ruolo.Ora che non sia così per magheggi politici ed interessi è cosa comune e usuale, ma per via di un problema originario più grave rispetto a chi ha le mani in pasta lassù al parlamento.Il problema è che vota il popolo che è composto dalla massa, che per definizione è composta da incompetenti.La competenza, cioé la conoscenza approfondita su un dato tema è sempre un qualcosa che determina una superiorità, e ciò è in contraddizione con il concetto democratico dove tutti siamo uguali ed a decidere siano anche gli inferiori.E la massa, che è incompetente, non può certo prevedere di mandare nella stanza dei bottoni un esperto economista per il ministero relativo, un esperto medico per quello della salute...tantè che, proprio per via della machcina statale, bisogna aver dimestichezza con essa e quindi un ottimo medico può fare poco al ministero della salute non conoscendo i mezzi, non valutando le conseguenze.La trama è nera.Ciò per dire che la massa non ha capacità alcuna per scegliere perché proprio essendo maggioranza , è composta dalle persone meno preparate e che non essendo mai state a contatto con il mostro dello stato, non può pretendere di esprimere un qualche parere al riguardo.Ora il discorso si potrebbe dilungare all'indefinito.Ma veniamo alle proteste allora.
Massa innanzitutto.Composta da chi? molti sono studenti che stano in ritardo con gli studi.Mi viene da chiedere cosa protestino a fare, se sono così attaccati allo studio, non è melgio che si tappino a studiare? fanno solo fare brutta figura, e d'altronde, il malessere italiano dipende anche da chi, parcheggiandosi all'univerità dovrebbe un giorno far parte della classe di punta , mentre tutti gli altri spendono soldi per tali ritardatari.Cosa ci stanno a fare quindi? NUMERO. Poi ci sono quelli che non sanno nulla della legge e che si presentano in piazza delegando il proprio cervello a chi o je l'ha saputa incartare, od alla bellezza del gruppo e dell'esperienza.In ogni caso come si può decidere di protestare se si ha una qualche ombra?Si rimanesse a casa, a studiare e a leggere la riforma prima di intervenire in qualsiasi dibattito addirittura.Questa è serietà e coerenza. perché vengono?NUMERO.
C'è poi un'ultima cosa.Mi chiedo perché nel passato non ci siano stati proteste così veementi...ma solo quando ci stava la destra.viene da ridlettere perché benché (scusate ma suona bene Smile ) sia sempre la sinistra a fare le riforme peggiori, si protesti a malanno acclarato con la destra, almeno così da una decina d'anni.Ecco che il dubbio che non sia una manifestazione incolore è ben fondato.Senza parlare dei fascistelli del blocco del traffico a targhe alterne , è la sinistra che dietro al mantello incolore dirige in qualche modo quetsa protesta, per una anche ovvia opposizione politica al governo.Ma la sinistra è un ampio ventaglio, pochissimi hanno protestato semrpe , onore a loro. Elogi come ho ribadito all'inizio a chi si sforza a far rimanere tutto incolore, ma purtrppo è realtà che non è così, oltre ai mimetismi delle assenze di vessili o riconoscimenti.Perché quetsa incoerenza? qui il numero non interviene ma intervengono gli interessi.E se ci sono interessi, bisogna vedere, prima di partecipare, a chi si va incontro, e si capisce subito che si viene strumentalizzati.Già questo dovrebbe far pensare, e lo sto solo usando come introduzione al mio vero punto di tutto questo testo.

La folla è come insegna Gustav Le Bon altamente direzionabile.Avrete poi sentito parlare della fabbricazione del consenso, il berlusca ci sta davanti a tutti. Avrete presente Lenin con la sua critica a Rosa Luxemburg , e con ragione, riguardo lo spontaneismo.
La massa è passiva, ed è direzioanbile.Quando manifestate come state? avete odio per chi? Chi detestate, contro chi urlate? Controllano la nostra emotività.
E chi si fa controllare sul campo emotivo non ragiona.
In più con l'illusione di far parte di uno stato democratico.Ma democrazia è una parola camuffatta per far passare il concetto di regime oligarchico.
Che quetsa protesta sia uno strumento?
Che questa protesta serva per diffondere ancora instabilità?
Molte reazioni ci possono essere...Ma non si ragiona, tanto più che quelli che non dovrebbero o non potrebbero manifestatre per i problemi di cui sopra aumentano il numero, e proprietà della massa è livellarsi , uniformarsi, ed avere ciò che la caratterizza : forza d'urto.Quest'ultimsa è poi di una mancanza di rispetto totale per gli altri sudditi/cittadini. Si dirà "ci si deve pure far sentire e vedere". C'è gente che se vedesse uno studente gli fracasserebbe la testa. Cosa succede... rabbia...utile, molto utile per chi sa gestire e direzionare tali sentimenti tra demagoghi, contestatori e via dicendo.
Non ci si chiede perché si stanno militarizzando le strade?

Rimmarrà tutto un po' oscuro, ma volevo sapere che se ne pensa.Se si vive in una presa per cxxo, perché ci si lamenta che si viene presi per il cxxo?


saluti


D.

D.
Ospite


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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  ciao il Gio Nov 13, 2008 7:11 pm

Dato che nessuno le ha risposto finora, mi permetto di esprimere la mia opinione e chiarire dei punti.

Appoggio la Sua analisi sulla falsa democrazia, e ammetto che essa assomiglia molto al discorso che fanno molti ragazzi che credono nell'utopia dell'anarchia, quando giustificano il loro pensiero.
Purtroppo però, come Lei ha concluso, il popolo è ignorante, oltre che troppo numeroso -aggiungo io-, per potersi governare, quindi c'è necessità di una squadra di piloti alla guida.
Il problema è scegliere i piloti adatti.

Ci salirebbe mai su un aereo che sta per decollare, se sapesse che alla guida c'è un tizio, che non ha il brevetto da pilota, ma è solo uno arrogante che pensa di essere superman?

Io non lo farei, ma gli altri lo fanno, evidentemente, perché non hanno voglia di vedere gli attestati che dovrebbe aver conseguito il pilota... gli altri sperano nei miracoli!

Uno dei problemi è che spesso l'aereo deve decollare con o senza piloti effettivi, e così si è costretti a nominare “piloti” anche quelli che non lo sono, ma lo si fa a caso! Non si guarda neanche il loro curriculum!
Ad esempio in una situazione di emergenza, preferirei nominare pilota uno che ha studiato un po' di ingegneria o di matematica, piuttosto che uno con la laurea in biologia o un letterato; per farlo però, avrei bisogno di confrontare le loro “carte di identità”, cioè dovrei guardare che persone sono e quello che hanno combinato nella vita.
Il popolo questo non lo fa, evidentemente.
Mi piacerebbe che ci fosse almeno una legge che stabilisse che un certo ruolo importante deve essere assegnato solo dopo accurati esami, ad una squadra di persone che ha competenze nell'ambito che deve amministrare, e che ha seguito dei corsi di formazione appositi.
Certo che un medico da solo non potrebbe dirigere il ministero della sanità, ma una squadra di medici, economisti, ingegneri e sociologi, scommetto che potrebbe tirare fuori dei programmi ben più interessanti, equilibrati e razionali.

Riassumendo, la democrazia attuale funziona male perché:
il popolo è ignorante, e ognuno non guarda al di là del proprio naso
il popolo è costretto a votare senza essere informato, solo sperando che avvenga quello che pensa “il meno peggio” per sé
i rappresentanti che possono essere votati non hanno le competenze giuste
Certamente ci saranno molti altri fattori che determinano il mal funzionamento della democrazia, oltre ovviamente tutti i difetti umani quali l'ingordigia, la lussuria, l'egoismo, ecc.

Questa volta però, una parte del popolo sta ricercando la vera democrazia, e chi manifesta non è il popolo semplice, ma quello che mediamente cerca di costruire il sapere.
Naturale che a questa massa si accodi pure chi intende semplicemente fare festa e stare in compagnia, e questo è ingiustificato, sento tuttavia il dovere di difendere gli altri due gruppi di persone che spesso viene ingiustamente calunniato e rimproverato di non poter avere voce in capitolo: i fuoricorso, e i professori.
E' pura idiozia pensare che i professori che protestano siano i cosiddetti baroni, perché i baroni, i loro agganci e le loro poltrone, non li stanno affatto rischiando! E poi non tutti degli studenti fuoricorso si trovano in tale condizione perché si divertono a scaldare le sedie: fra questi ci sono molti che hanno gravi problemi di salute, altri che lavorano regolarmente, altri che si ritrovano ad affrontare problemi familiari o a vivere periodi di depressione.
I media classici, ovvero quotidiani e tv, non fanno altro che presentare agli italiani il popolo dell'onda con i rappresentanti sbagliati. E questo non è un caso; chi vive questi giorni dall'interno del movimento, può amaramente constatare che questo non è un caso, no, non è un caso, è una coincidenza. Ma in questa coincidenza, la massa direzionabile è l'intero popolo italiano che rimane inerte e che vorrebbe fracassare la testa agli studenti.

Non tutti i ragazzi e i lavoratori che domani scenderanno in piazza saranno accecati dall'odio.
Le persone che vivono al di fuori del mondo del sapere, vivono al di fuori anche dal mondo dell'informazione vera, e di conseguenza vedono (se è loro permesso) solo gente che sfila e strilla per le strade, ma non vedono le migliaia di altre manifestazioni simboliche e silenziose, creative e fantasiose o addirittura costruttive e ragionate, come ad esempio la dimostrazione di quanto l'uomo d'oggi abbia bisogno di conoscenza con varie lezioni in piazza, esperimenti e dibattiti aperti a TUTTI, o come le assemblee nazionali del prossimo finesettimana, che serviranno al popolo dell'onda per autoriformarsi in maniera ragionata e trasparente.

Chi fa lo sforzo di evitare che il movimento venga colorato, è gente che come me sa che in mezzo ci sono persone di tutti i tipi, che hanno votato a destra, a sinistra, o né l'una né l'altra come me, e che sa che ci sono obbiettivi comuni sui quali è possibile collaborare.
E comunque... bisogna notare, che la così-pensata opposizione politica, per quanto ci abbia provato, non è riuscita a inglobare, né ad avvicinare, il popolo dell'onda, si tratta piuttosto di quelli del governo che continuano a dire che l'onda si sta facendo strumentalizzare... e invece nel frattempo sono loro a strumentalizzare quelli che ignorano tutte le eccellenti iniziative che l'onda sta mettendo in atto.
La faccenda è oscura perché c'è chi ha il potere di renderla tale: studenti e professori hanno tanto lavorato per avvicinare e informare in maniera pulita la gente comune, ed è per questo che sono nati forum, siti, telegiornali e articoli fai da te, perché i media, pure quando vengono avvisati (da noi), non ci riprendono, e non vi informano, anzi infangano tutto secondo gli ordini che vengono dall'alto, dalle stesse voci di chi comanda la polizia, anche se non ne è a capo.
Per non parlare di Tor Vergata poi! Il suo nome non compare da nessuna parte... sarà forse perché c'è qualcuno che sta tentando di coprire il carissimo Brunetta? Che continua a occupare una cattedra nella facoltà di economia di T.V. e a percepire lo stipendio da professore o quello che è, quando sono anni che non contribuisce alla vita del nostro ateneo?

Spero di aver contribuito a fare un po' di chiarezza, e di avere risposto, almeno in parte al Signor Davide.


ciao
Ospite


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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  D. il Ven Nov 14, 2008 2:41 am

Ciao ciao( Wink ) grazie della risposta.Grazie molte anche per il lei. Farò altrettanto, nel caso parli indirizzandomi a lei.
Sono contento che si possa convenire che la democrazia è fallace.Alché in italiano questo termine ,che non uso a sproposito, indica ormai soltanto qualcosa di erroneo e lascia sussistere l'eventualità che , riferendomi alla democrazia, essa possa riprendersi o muovere vero più alti traguardi, vivere epurandosi dalle proprie macchie che, d'altronde, dipendono anche dall'uomo in quanto tale, l'uomo vizioso.Concorderei, ma fallace, nel caso che mi ricordassi bene,implica oltre che erroneo e sbagliato, anche tremini quali subdolo ed inganno.Insomma ciao, reputo a differenza sua la democrazia un'abile mossa per tenerci al guinzaglio.Nel passato nessuno ha mai preteso di essere libero, si era sudditi, e non è che non si "campasse".Ecco dove punto il dito, all' ottundimento odierno che fa gonfiare e pensare cose che non sono vere negando l'evidenza e compiacendosi della presa in giro.
Non c'è realmente da giustificare alcun pensiero.Non ponendo rimedi, di conseguenza non è possibile accostare tali ragionamenti ad una giustificazione di cui manca l'oggetto.La realtà dei fatti canta ed anche proponendo inutili e stupidi progetti tra varie idealità irrealizzabili, come suppongono gli anarchici (alcuni no) la critica permane e non ne è toccata.La realtà è: la democrazia non c'è e fin qui io e lei ci siamo.Io vado più avanti e dico: è una diversa dittatura ben più geniale, poiché alimenta le illusioni che la mantengono in vita, e di cui questa protesta è un esempio, per non divagare troppo.
Il modello da lei proposto lascia già intendere di non rappresentare una democrazia, oltre i vari giudizi che se ne potrebbero dare, e di cui non è che sia così in grado di fare una valutazione.
Bisogna epurarsi dall retorica spicciola che ci suggestiona. Una società da lei pensata, se attualizzabile, non sarebbe più democratica rispetto ad una monarchia.Democrazia vuol dire ugualitarismo, ecco che questo concetto non viene rispettato dalla sua proposta.
E se non ci ha visto niente di male in ciò, eppure manifesta la sua antidemocraticità, è perché oggi troppo siamo abituati ad associare libertà a democrazia.Cos'é mai questa "libertà", o meglio Libertà? E' un'altra di quelle suggestioni.Ci sono le libertà, non esiste la libertà, o meglio, l'unica Libertà è in campo religioso, per chi ci crede, perché propone l'assenza di condizionamenti totali.Questa non è la Libertà democratica...
E , per provocare, potremmo ben dire che i nostri vecchi, sudditi reali e coscienti di un regno, avevano libertà che noi oggi ci sognamo. E dico questo perché un'altra suggestione è la fiducia nella massa.Scriverò dopo al riguardo.

Ora lei mi dice che questo popolo dell'onda che travolge( mi chiedo cosa ) cerca la vera democrazia.Chiediamoci allora: cos'é la vera democrazia? Spero che non venga citata Atene, sappiamo come fosse, tant'é che Socrate e Platone elogiarono Sparta. La realtà è che non esiste risposta, pena costruire un qualche tipo di governo che contraddica la democrazia, che già come concetto è inesistente, poiché ripeto, qui nessuno governa il fantomatico governo di popolo.

Ora farò delle digressioni, per chiudere dei fraintendimenti che, per via dell'emotività, si presentano nei testi, quasi sempre, almeno per me.
Fuori corso = d'accordo con lei.Ma chi non ha una giustificazione non può essere reso giusto.Lo possiamo scusare perché vuole fare casino, si vuole aggregare giovialmente, vuole aiutare e partecipar? Si lo scusioiamo e capiamo che questo è un attegiamento comune, possiamo tollerarlo in qualche modo, ma la tolleranza ha limiti, e qui non siv edono limiti, proprio perché tutti si permettono di protestare.Per me, perché si lotta e non si ride, perde di valore la protesta e s(crivo così affinché sia chiaro il concetto seppur non lo consideri né esatto né calzante) basta a fare di questa onda una forma di controrivoluzione.
Studenti non informati = idem.stesso discoros con le dovute eccezzioni.
professori= concordo. Rispetto e stima per chi rischia il posto di lavoro, non per chi, seppur un'infima minoranza di professori, partecipa per tenersi callo 'r posto de scalla pizzette.

Come vede i motivi per protestare non li contesto.Contesto la protesta.Che poi i mass media distoracano tutto è comune, come è comune che gli "alternativi" facciano il brodo per la parte non rappresentata, o mal rappresentata.NOn mi fido neanche di loro.
Mi permetto quindi di dissentire.Non può e mai esisterà informazione vera.PErciò si presume che, per comprendere ciò che ci circonda, si sia al contempo anarchici, monarchici, comunisti, liberali, fascisti, religiosi, atei, analfabeti.
Andando avanti per interessi, agli interessi ci si attiene, qualunque essi siano, in vista di questi si agisce.

E' utile ricordarsi che dell'uomo si deve dubitare , ed anche di sé stessi. Invito a pensare che io stia cercando di farle passare la voglia di fare una protesta doverosa e responsabile, che io voglia sviarla e sviarvi.

Sul fatto dell'odio, le faccio notare quel non tutti che le è sfuggito( credo che non potesse on sfuggirle comuqnue).Non tutti, di solito, significa parecchi no( ad essere larghi forse), e parecchi non sono però neanche la maggioranza.Ritornerò su questo.

Sulle altre manifestazioni nascoste, che non hanno disturbato(non so , non sono informato, ma le credo) , sono favorevole ed anzi contento.

Su coloro che si sono sforzati di mantenere il tutto incolore non posso che esprimere la mia stima.I miei amici di tor vergata sanno che il loro lavoro è un buon lavoro e responsabile, e che lo scrivente li elogia per questo.Ed elogio anche lei, se è così.

Per quanto riguarda la strumentalizzazione sia ben chiaro di cosa si parla.Ciò che ha un obbiettivo è già di per se stesso strumentale.L'estrema pseudo sinistra non ha più partiti in parlamento.Coloro che dal basso si fidavano dei vari ciarlatani , non avendo più "rappresentanti" non hanno che da sfruttare un'occasione del genere.Ora, a me nulla interessa di ciò. E' cosa comune , impelagati nellaa dinamica delle fetta di torta, cercare di ingrossarsi o rivalutarsi.Può essere buono o no.Ma c'è. E' chiaro che non è qualcosa di egemone, ma la protesta è "aiutata" soprattutto da sinistrosi.Hanno più esprerienza, sono più sensibili? Potremmo discuterne, ma è un dato dif atto. Faccio un esempio, inerente a qualcosa che, seppur di sfuggita(passibilissimo di erroe), è di dominio massivo.Negli annifine 70 fino fine 80 la curva romanista era a maggioranza rossa.Andando a vedere però l'ideologia dei vari appartenenti all'ala dirigente della curva, l'ala intransigente, l'ala irriducibile, la metà erano di destra( dire destra la tempo voleva dire fascista), prendendo a riferimento tutti i gruppi compresi i Fedayn terroristi rossi fino al collo, a quel tempo.La massa era di sinistra, parecchi... magari non je ne grega nulla, magari neanche della Roma...
Spero sia chiaro.
Ed è comune, basta non spaziare dietro alle proprie idealità.Per questo ad un amico ho detto che gli incolore sono ingenui, e che guardino meglio nelle mai di chi si mettono.Ho poi fatto notare che, la finanziaria del 2007 di Porden prevedeva tagli, per quel che so, maggiori per l'istruzione rispetto ad oggi.Protesta fioca...questo non va bene per nulla.

Che ci sia gente che vuole fracassare la testa agli studenti è comprensibile, ci si sta comportando da delinquenti ed irresponsabili, come tutti coloro che scioperano da bestie creando disagi ad altri, per l'egoistico tornaconto della propria caparra.
Giusto o non giusto , io non sindaco su questo.Il senso di quella mia frase forzata è il fatto che non ci siano studenti disposti a fracassare la testa agli studenti come ai professori.
Perchè c'è un interesse poi che si chiama voto, e l'omonimia con quello elettorale fa presagire un senso recondito che, se usato come battuta da un comico, sarebbe alquanto divertente.


Passando per qualche battuta mi avvio ad una conclusione mettendo in evidenza dei punti focali:

E poi, per buttarla un po' in caciara, non si è mai pensato che potrebbe esserci una maggioranza silenziosa che, in cambio di spettacoli e cibo gratis manderebbe a fancina l'istruzione? Quetsa è democrazia, e quando si riconoscerà che quei tali hanno potere numerico, potranno bandire lo studio eleggendo chi farà ciò dando altro(promettendolo solo, chiaramente) .Non è questo lo pseudo principio democratico?
Però , se siamo in democrazia, se si è democratici e per forza di cose antifasciti a detta di essi stessi, risulta una strana incongruenza.Perché si baccaglia su ciò che la maggioranza ha deciso? Non dovrebbe la maggioranza avere pieno potere perché adatta e sancita dal popolo? E chi protesta non è semmai , essendo incompetenti d'altronde , un rivoltoso rispetto all'ordine? Come può permettersi di andare contro alla maggioranza del paese che ha deciso chi doveva governare.Questo non è rispetto e si chiama, come di solito si usa dire a sproposito, fascismo.

D.
Ospite


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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  D. il Ven Nov 14, 2008 2:47 am

Ora, torniamo in noi. NOn è così, e onn la penso così. Ciò era solo per far comprendere che la democrazia fa acqua a priori, intendendo il regime a suffragio universale .
1) non essere democratici.Per caso che i sudditi non si ribbellassero al proprio re quando le cose andavano male e venivano vessati?

IO credo che una qualsiasi protesta concreta può esser fatta solo da competenti in materia che dimostrino il loro concreto attaccamento alla tematica.Ciò non significherebbe aver successo, anzi, sarebbe il fallimento, ma innanzi alla storia si sarebbe dimostrata la propria intelligenza ed indipendenza.Per ricevere qualche contentino c'è la massa. Cos'è la massa.
Conviene leggere Lenin e Gustav Le Bon.Sono chiarissimi.
E una masnada di incompetenti, tali per definizione, poiché su un dato conceto coloro che lo possono padroneggiare sono sempre pochi.Un uomo d'altronde non può padroneggiare tutti i campi, quindi si creerebbero chiaramente differenziazioni ( anti egualitarie , dove tutti CONTIAMO uguale) e quindi gerarchie, riconoscendo la naturale competenza e qualità altrui su dati aspetti.La massa non fa nulla di ciò.Oltre ad essere il ricettacolo poi delle varie suggestioni, ed essendo il lugo dove l'emotività asso di briscola.
La massa fa ciò che le viene detto.Chi, i sinistrosi? sono massa anche loro...

Chiuderò così.Seneca d'altronde non parlava a buffo quando disprezzava i frequentatori dello stadio asserendo che unendosi a quel numero di umini, si tornava a casa meno uomini.L'abilità di oggi è l'aver spostato la massa anche sui discorsi seri, dove prima, invece, era sempre stata tenuta distante.Oggi conviene invece, ed anche un nobile disocrso ed una nobile protesta , si riducono a pagliacciate.E non parlo dei media, perché non ho un buon rapoporto con la fabbrica del plagio schietto.Ci si scorda della fabbrica del consenso subdolo.

Quindi, già comprendo, sono stato migliore rispetto al messaggio di prima, forse ho scritto in un italiano più corretto grammaticalmente, e più rispettoso, perché caro Caio, ti ringrazio della pazienza che hai dimostrato e di come in fin dei conti mi hai rispettato senza polemizzare, io non è che sia così rispettoso, e già che stia scrivendo qui, alla mercé di tutti e del mio ego, un senso non è che l'abbia tanto.
E non lo avrà neanche questo scritto. Perché io parto da un concetto base, di cui qualcosa è trasparso.E' lo stato che ci opprime di per se stesso ed allorché lo si voglia abbattere, come qualche farlocco si è accinto a fare nel corso dei secoli, non fa che distruggere l'oppressione lieve per l'oppressione pesante e così via.
Ci si chiede se si è liberi...basterebbe dire che non si mangi e non si respiri più qualcosa che sia quel che dovrebbe essere, cioé aria e cibo, per chiederci qual è la nostra condizione.
E vengo quindi alla conoscenza.Si può pretendere di favorire la conoscenza, questa conoscenza?
Alcuni potrebbero, come si sente tra qualcuno che è un poco alterato da queste manifestazioni , di andare in parlamento a sfondare.Quando invece, dico io, vi prodigherete, a boicottare( la violenza, se non in caso estremo, va aborita) le università?
Qual è la conoscenza che ricavate?E' la conoscenza per mandare avanti il sistema, la conoscenza che vuole il sistema, fatta da chi vive nell'illusione creata dal sistema e on può pensare che come il sistema.
La conoscenza è sottomessa al soldo.Si scarta ciò che non conviene, ciò che non fa guafdagnare.

Non si tratta più di essere liberi di aver cultura e non essere ignoranti.Questa è retorica.E nasconde un lieve razzismo intelletualoide.

Si tratta invece di essere indipendenti e uomini, donne che spezzino le catene che li circondano, si tratta in fondo
non di sovvertire, ma di scoprire che la propria dignità è e c'è, e non piegarsi.

Per chiarirmi:

SULL’ANARCHIA ( accenni ) di M. Rothbard

«Supponiamo, per esempio, di essere improvvisamente caduti di nuovo giù sulla terra e di esserci quindi tutti confrontati con il problema di quali disposizioni sociali adottare. E supponiamo allora che qualcuno abbia suggerito: "Siamo tutti destinati a soffrire a causa di quelli tra noi che desiderano aggredire il loro prossimo. Allora risolviamo questo problema del crimine consegnando tutte le nostre armi alla famiglia Jones, là, assegnando tutto il nostro potere definitivo di risolvere le dispute a quella famiglia. In questo modo, con il loro monopolio di coercizione e di ultima risoluzione, la famiglia Jones potrà proteggerci tutti l'uno dall'altro". Penso che questa proposta otterrebbe ben pochi consensi, tranne forse dalla famiglia Jones stessa. Ma questo è precisamente l'usuale argomento per l'esistenza dello stato.
[...] Se, allora, la disuguaglianza naturale di abilità e di interessi fra gli uomini deve rendere le élite inevitabili, l'unico percorso ragionevole è abbandonare la chimera dell'uguaglianza e accettare la necessità universale dei capi e dei seguaci. Il compito del libertario, cioè la persona dedicata all'idea della società libera, non è di opporsi alle élite che, come l'esigenza della libertà, fluiscono direttamente dalla natura dell'uomo. L'obiettivo del libertario è piuttosto stabilire una società libera, una società in cui ogni uomo sia libero di trovare il suo livello migliore. In tale società libera, ognuno sarà "uguale" soltanto nella libertà, mentre sarà vario e diseguale sotto tutti gli altri aspetti. In questa società le élite, come chiunque altro, saranno libere di alzarsi al loro livello migliore. Nella terminologia di Jefferson, scopriremo le "aristocrazie naturali" che raggiungeranno l'eccellenza e la leadership in ogni campo. Il punto è permettere la crescita di queste aristocrazie naturali, ma non la legge delle "aristocrazie artificiali"».


La cultura è anch'essa una aristocrazia artificiale. Sai quante sciocchezze si insegnano solo per portare avanti i propri interessi?E mi avvalgo di un'altra citazione:

"Estratti sulla società dello spettacolo di Guy Debord

V
Lo spettacolo non può essere compreso come abuso del mondo visivo, prodotto dalle tecniche della diffusione massiva delle immagini. Esso è una Weltanschauung divenuta effettiva, tradotta materialmente. E’ una visione del mondo che si è oggettivata.

XIV
La società che riposa sull’industria moderna non è fortuitamente o superficialmente spettacolare, è fondamentalmente spettacolare. Nello spettacolo, immagine dell’economia imperante, il fine non è niente , lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole riuscire a nient’altro che a se stesso.

XXXVIII
La perdita della qualità , così evidente a tutti i livelli di linguaggio spettacolare, negli oggetti che esso loda come nei comportamenti che regola, non fa che tradurre i caratteri fondamentali della produzione reale che scarta la realtà: la forma merce è da parte a parte l’uguaglianza a sé stessa, la categoria del quantitativo. E’ il quantitativo che essa sviluppa, e in quello soltanto può svilupparsi.

XLII
Lo spettacolo è il momento in cui la merce è pervenuta all’occupazione totale della vita sociale. Non solo il rapporto sociale con la merce è visibile, ma non si vede più che quello: il mondo che si vede è il suo mondo. […] A questo punto della “seconda rivoluzione industriale” , il consumo alienato diventa per le masse un dovere supplementare che si aggiunge a quello della produzione alienata. […]

XLVII
[…] il consumatore reale diviene consumatore di illusioni. La merce è questa illusione effettivamente reale, e lo spettacolo la sua manifestazione generale.
"


ecco. Io dico che questa protesta è strumentale perché è a favore di ciò che ci governa qualunque cosa essa sia.Ed inoltre, il mio titolo non era ironico, è un esperimento, per me. che riguaro mobilitare la massa? Avevo scritto:Perché l'esercito nelle strade? P

Si potrebbe intendere molto comprendendo che la crisi economica ad esempio è stata pianificata a tavolino e comprendendo che gli stati sono perpetui debitori del un sitema bancario.Che c'entra?
Soldi. Tagli... si taglia perché non si può che pagare il debito, oggi qua domani là, prima i camionisti, oggi gli studenti.Quanti hanno rosicato e quanti sono stati solidali?E perché mai la polizia non può decidere di scioperare finalmente?

Io non voglio stufare.Chi può o vuole capisca.Io caro ciao, la ringrazio anche perché mi ha cercato di spiegare un'altra ottica.Mi ha fornito elementi che non conoscevo; ma ciò che reputo tale rimane, imperativamente rimane tale perché reale( per me si potrà dire, e ben volentieri,ci mancherebbe, aggiungo io! ) .La sincera partecipazione è meritevole, e si è ben compreso che le sta a cuore.
Ognuno faccia ciò che crede comunque. Io sono schiavo, gli altri non so.


D.

D.
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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  D. il Ven Nov 14, 2008 3:06 am

scusate gli errori e la mancanza di senso compiuto di alcune frasi.

E come dice Re Geroge Weah : ciao a tuti, beli e bbrutti

Grazie.

D.

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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  alessand il Mer Nov 19, 2008 12:23 am

Escludere il fascismo non è democrazia: la demozrazia si fonda su valori per il quale includere il fascismo significherebbe metterla a repentaglio, sarebbe un autosuicidio della democrazia stessa, quindi, la tua analisi siu questo punto io la rivedrei. Pe ril resto dell'analisi, continuo a leggerla domani perchè ora sono troppo stanca,ì. sorry Very Happy

alessand
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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

Messaggio  D. il Mer Nov 19, 2008 3:52 pm

Ciao Alessandra.

non ti voglio attaccare, prendi la risposta per quel che è e che vuol significare.

La democrazia deve includere il fascimo; semplicemetne la democrazia, essendo rappresentativa del popolo, dovrebbe dare la possibilità a quella parte di popolo di esser rappresentata ( in effetti lo è in qualche modo). Solo che escludere la posizione fascista a priori come anticostituzionale è antidemocratico, ma questa contraddizione palese non è vista.
ORa per fasicmo si dice tutto il contrario di tutto.Per ciò che significa, cioé dittatura, Stalin e mao a mio avviso devono fare compagnia a Mussolini ed Hitler.Parliamo di dittatura, non di fascismo.D'altronde non si ha più la birga, o meglio, non si è mai avuta , di studiare il fascismo. Se ti dicessi che una grande componente del fascismo è idealmente di sinistra, con valori di sinistra? Certo non è stata solo questa componente.E ci son posizioni anche interessanti, solo che è...Fascismo!
Anzi possiamo dire che per un certo aspetto hanno riscontrato una vittoria perché come De Felice ha fatto notare,l'attegiamento di far politica per esempio della sinistra è un retaggio fascista, come d'altronde l'elemento sindacale (ma è da inquadrare) dei vari imbonitori che oggi non sono chiaramente fascisti.

Su questa protesta il pensiero dell'ala comunista poi è fenomenale...si fa riferimento alla lotta di classe come al solito ma si protesta all'interno dell'ambito costituzionale-istituzionale con metodi incruenti...ed io pensavo che "finalmente" si scatenasse la lotta civile!

Parliamo seriamente.Ho scritto abbastanza per far intendere che la democrazia è una parola vuota; questo regime oligarchico sfrutta i camuffamenti e gli inganni per farsi accettare od amare.Totalitarista, in modo strisciante.Ma ultimamente si sta avviando a rendere esplicita la sua posizione totalitaria, fondendo quindi il sistema liberal democratico degli inganni ed il plagio con il totalitarismo palese della violenza ed il terrore.E dovremmo aver paura dei fascisti?Come mettere a repentaglio qualcosa che non esiste, anzi, che essa stessa mi opprime?

Insomma, il succo è: questa protesta è strumentale al sistema, come lo sarebbe non farla, o come lo sarebbe la rivolta.Ormai è un accorpamento geniale.

L' università per quanto si potrà lottare, cadrà ancora più in basso, anche se daranno retta a voi, anche se vincerete voi.

Che fare? questa si che è una bella domanda!


Ad Maiora

D.
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Re: sull'errore dello spontaneismo, riflessione su un esperimento di protesta

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