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Messaggio  luigi mazza il Mer Ott 29, 2008 4:25 am

Sempre da repubblica:
L’Onda dei blog che ha cambiato tutto

Scrive una maestra in un commento su Netmonitor di Repubblica: “Grazie, ministro Gelmini, ci ha fatto diventare tutti competenti di informatica”. Dove per informatica l’insegnante intende internet. Vuole dire che per un numero molto vasto di persone, gente che lavora nella scuola e nell’università, dover dar voce in questi giorni alla propria protesta ha significato saltare quel fosso di diffidenza, al di qua del quale si resta tra quelli che guardano scettici, senza capire la potenza della comunicazione digitale.

Studenti come istruttori

Com’è potuto succedere? Semplice, gli insegnanti hanno avuto i propri studenti come istruttori. E’ del tutto evidente, anche in un giro semplice e superficiale dei siti del movimento, che molti blog che preesistevano come pagine personali, sono diventati organi di scuole o facoltà occupate. Ed è altrettanto evidente che l’abbonamento a Splinder piuttosto che a Kataweb, a Wordpress o a Libero ha funzionato come porta d’ingresso di un’altra leva di alfabetizzazione digitale dei colti.
Il bacio della zia Paola

Come spiegarsi altrimenti messaggi come: “Per mio nipote Simone che sta occupando il liceo : tieni duro, ce la farete, è una lotta giusta. Un bacio dalla zia Paola“. Dunque c’è stato questo salto, ed è un vantaggio collaterale del movimento cresciuto in questi giorni. Un salto reso possibile dal fatto che la rete ha offerto ed offre a chi protesta un vasto assortimento di strumenti che si sono accordati con le età anagrafiche, le esperienze e le culture delle diverse generazioni coinvolte - dal genitore al precario, dal fisico-matematico al liceale. All’improvviso la cultura “del pollice” e dello sms è passata dal suo status di mezzo di comunicazione personale un po’ superfluo e costoso a quello di scuola guida per l’uso della rete, soprattutto nelle sue forme più recenti e diffuse, come il “microblogging”. Scuola necessaria perché il movimento potesse essere udito e letto in tempo reale da tutto il resto della società

Il ‘68 non lo leggeva nessuno

Da giorni siamo tutti qui, giornalisti televisivi e radiofonici, inviati e osservatori, sociologi e analisti a chiederci la differenza caratterizzante dal ‘68. Allora e negli anni successivi sono state necessarie le pratiche della “controinformazione”. Oggi si apre un blog e la signorina maestra del quinto plesso diventa una fonte di notizie per tutti.

E come se la cavano con il mezzo? Sono leggibili e interessanti?

Qui entra in gioco l’accordo con i vari mezzi, e le culture di partenza. La generazione sms può preferire twitter o tumblr: sono mezzi-flash, scrivi lo stesso numero di battute che hai sul telefono (su twitter), fai in tempo però a lanciare un’invettiva o un insulto. O a segnalare un articolo per te scandaloso o interessante.

Poi viene l’Onda dei blog

Il movimento non si occupa di bellezza. Comunica. Tanto è vero che la prima cosa che fa, appena messa su un pagina minimamente attezzata, è segnalarla su Repubblica, sui portali, sulle piattaforme di aggregazione, su qualsiasi spazio sia a disposizione. Come ieri sui muri. Non è questione di fare un sito bello, quello che importa è che lo vedano gli altri, quelli che dovrebbero manifestare, e il resto: cioè i media.

Un movimento-rete e il blog duttile come un guanto

Diciamola la verità: la struttura dei blog è calata sulle esigenze del movimento come un guanto attorno alla mano. Il post serve come testo di un appello o come convocazione della manfiestazione. Il link nel testo come richiamo ad altre esperienze e come approfondimento e collegamento ai documenti. I link laterali per creare un circuito dei siti del movimento, che a mano a mano che si è reso visibile sulla rete si è anche riconosciuto e interconnesso. Il movimento stesso, in questa sua fase nascente, sembra avere l’aspetto di una mappa di nodi piuttosto che una struttura idelogica unificante (altro vantaggio collaterale di questi giorni: il deperimento del blogger cattedratico).

Facebook e blog, modelli prefabbricati che funzionano

L’essenzialità della comunicazione è l’anima di questi siti. Non solo su Facebook dove la grafica è completamente prefabbricata e le forme di comunicazione predisposte dal sistema e che però sono servite a raccogliere più di 90 mila firme atttorno ad una petizione. E’ così - comunicazione standard - anche sulle piattaforme blog. Dove c’è lo studente più informato e addestrato si vede, ma sono casi rari. Ovunque si usano i “template”, cioè i modelli prefabbricati messi a punto dalle piattaforme. Conformismo? No, è che vanno bene così come sono fatti, rispondono alle esigenze e soprattutto permettono una comunicazione rapida verso l’esterno.

Fuori dell’autoreferenziale

Questa volta il blog ha conosciuto una sua primavera e una sua novià: non più una relazione autoreferenziale tra blogger ma l’uso funzionale dello strumento da parte di chi poi deve utilizzare l’informazione che viene data all’esterno della rete: sarà mica un caso che in tutti i blog e siti che esistono in questo momento l’agenda degli eventi sia la presenza costante e unificante?

C’è bisogno di sapere come ci si incontra, quando, con quali modalità. Se qualcuno aveva pensato al titolo “La rivoluzione su internet”, come a volte sciaguratamente si titola “Droga su internet”, se lo scordi. Non solo perché l’Onda non è la rivoluzione ma perché il movimento è molto lontano da una circolazione ombelicale nella rete.

La rete che si fa cronaca per i media

E da ultimo il rapporto con i media. Per anni si è discusso, con grandi polemiche da parte dei blogger, dei media che non tengono conto dei blog. Forse dipende da quello che c’è scritto. Perché in questi giorni i siti del movimento sono diventati una agenzia per i giornali, una fonte, una delle fonti, attendibile, fresca, ricca di informazione e da guardare sempre per poter poi capire quello che succede in strada. La rete è diventata lo spazio della cronaca. E’ un salto dal quale sarà difficile tornare indietro.

luigi mazza

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Re: blog e protesta

Messaggio  ADvAnCeD il Mer Ott 29, 2008 12:01 pm

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