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Messaggio  kundanavu il Lun Ott 27, 2008 11:25 pm

Lo scenario è sorprendentemente ironico.

Da una parte c'è un governo con la sua maggioranza schiacciante che di punto in bianco considerato il sopraggiungere di circostanze favorevoli ritiene di poter predisporre la privatizzazione dell'istruzione con la classica strategia economica: Tagli ai finanziamenti - rischio tracollo finanziario - ingresso di banche ed istituti di credito nei CDA delle università che giunge alla pressione sui diversi Senati Accademici affinchè le Università diventino fondazioni private.
L'università da Ente Culturale diviene Prodotto Culturale. Niente più Bilanci in rosso ma Produttività e profitti.
Maggiori investimenti vuol dire anche una ricerca più mirata e dettagliata, vuol dire aumento dei posti di lavoro almeno potenziale, vuol dire responsabilizzazione degli studenti che dovendo sborsare tra i diecimila ed i ventimila euro l'anno inizieranno a considerare l'università come una vera professione.
In altri luoghi del mondo hanno inventato un principio meraviglioso: tu paghi il singolo insegnamento, segui i corsi con il classico esame finale e prove di verifica intercorso. Ma se non passi l'esame lo devi ripagare. Meraviglioso! Soprattutto è un ottimo criterio pedagogico. Perché l'assuefazione da consumismo e le distrazioni di massa hanno ridotto la cultura, hanno depotenziato la personalità dei singoli. Un tempo la responsabilità era un criterio di selezione in fatto di lavoro e successo. Ora culturalmente vogliono renderlo un criterio di selezione pure per l'accesso culturale.
Ma se per acculturarti responsabilmente hai bisogno di una barca di soldi, senza contare la chimera delle borse di studio, molto utili in paesi finanziariamente più evoluti, ne consegue che la maggioranza delle persone in Italia, non solo non avranno la possibilità per acculturarsi responsabilmente, ma non potranno proprio acculturarsi.
Un evento meraviglioso ha colto la mia attenzione ultimamente. La chiusura dei singoli corsi di laurea pone delle basi incrollabili per una settorializzazione culturale, mentre la compresenza e la condivisione di aule tra corsi di laurea diversificati, favorisce un iteressamento ed una compenetrazione tra percorsi di studio differenti perché dà maggiori possibilità ed occasioni di confronto tra personalità e tipologie differenti. Questo vento di meschina privatizzazione che soffia in questo periodo, riducendo il numero di occasioni di interscambio, riducendo corpi insegnanti dottorandi e studenti non fa che costituire un ennesimo colpo alla già precaria situazione culturale delle nostre democrazie in via di sviluppo. Sviluppo. Magari democrazie del sottosviluppo.
Perché solo sottosviluppata si può chiamare quella democrazia in cui gli attori sociali sono così meravigliosamente legati al proprio ego da non porsi minimamente il problema del vento di cambiamento reazionario. Capisco che un approccio critico alla realtà non è poi un talento molto diffuso.
E' sottosviluppata quella democrazia in cui gli attori sociali non sono mossi neanche da curiosità in riguardo alle riforme strutturali che riguardano se stessi ancor prima della loro prole. Queste sono le condizioni che il governo attendeva. Che gli studenti facessero passare sotto silenzio una riforma del genere.
Perché a questo punto non so quanto il governo possa interessarsi al riempimento delle piazze finché non percepisce il pericolo del crollo del loro consenso o una qualche pressione economica. La scuola, l'università e la ricerca dovrebbe poter coinvolgere l'intera popolazione, perché è l'intero sistema educativo a contribuire alla formazione dei valori sociali e civili ed alla loro diffusione. E' il sistema educativo a imprimere un'idea di stato.
Ma dello stato oggi si sa solo che ruba, che persegue i suoi interessi e che gestisce la società con sguardo di talpa. Dall'altra parte della barricata si percepisce uno stato innovativo, gestito come un'impresa da un uomo che ha costruito con le sue sole forze il suo impero. Il vero sogno italiano.
Intanto il superenalotto da centomilioni di euro è stato portato a casa e la televisione, pur ripetendo con ossessione programmi tra loro simili, tiene ugualmente compagnia per i più nelle serate di inconscia e malinconica depressione.
That's right! That's Italy!

ps: perdonate lo sbrocco serale ma combattere con la stupidità umana, a cominciare dalla mia, è veramente una fatica!

kundanavu

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